Audizione Min. Calenda su linee programmatiche MISE – 5 ottobre 2016

Si è svolta presso le Commissioni riunite Industria e Attività Produttive di Camera e Senato l’audizione del Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, sulle linee programmatiche del suo dicastero.

Di seguito il link della memoria depositata dal Ministro Calenda nel corso dell’audizione: Linee_Programmatiche_Audizione_Calenda

Analisi
Di seguito i principali punti affrontati nel corso  dell’audizione.

Trasparenza e registro MISE – Il Ministero ha adottato lo standard della Commissione Europea: chi accede al Ministero deve registrarsi come portatore di interesse e siglare un codice di condotta. La sua agenda degli incontri sarà dunque pubblica a partire da questo mese. Stessa cosa verrà fatta per i direttori generali

Regime delle amministrazioni straordinarie – Da sempre in questo settore vige un grado di discrezionalità gigantesco e un perenne rischio di conflitti di interesse sulla nomina degli esperti. Per questo, sono stati rivisti i compensi degli amministratori (decreto alla firma del MEF) e i meccanismi di nomina degli amministratori, che adesso avvengono tramite una call pubblica: un comitato di 3 persone (2 esperti di procedure amministrative e un magistrato) è chiamato a elaborare una shortlist.

Industria 4.0 – Tendenzialmente l’approccio delle policies che compongono Industria 4.0 non sarà settoriale ma organico, fatta eccezione per i cluster “spazio” e “life-science”, questo a causa delle loro peculiarità.
Lo scenario internazionale mostra come Industria 4.0 ha avuto approcci diversi in Paesi diversi. La Germania, ad esempio, ha un’industria ben presidiata dai capofiliera dei vari settori industriali, ma ha anche grandi abilitatori tecnologici (es. Siemens), dunque concentra l’attività su industria 4.0 nella governance: non ci sono, in Germania, fondi federali. La Francia vuole invece scalzare l’Italia come secondo paese manifatturiero d’Europa, attraverso un potentissimo credito per ricerca e innovazione e il sostegno a campioni nazionali.
La via italiana all’ Industria 4.0 opererà, innanzitutto, in logica di neutralità tecnologica rispetto ai 4 cluster individuati, attraverso un meccanismo di incentivi fiscali di natura orizzontale, che premiano l’innovazione e non il prodotto. Gli obiettivi di Industria 4.0 saranno quantitativi e numerici, in modo che si potrà calcolare se sono stati raggiunti. In questo senso, il MISE ritiene di riuscire a portare un incremento di spesa di 11.3 miliardi dal 2017 al 2020 in ricerca e innovazione.
Il secondo asse fondamentale sarà quello delle competenze: l’obiettivo, condiviso con il MIUR, è il raddoppio degli iscritti agli istituti tecnici superiori, in modo da formare una nuova classe di quadri intermedi e la realizzazione di classi di dottorato che garantiscano un elevato grado di ricerca nell’innovazione tecnologica.
Il superammortamento verrà prorogato e verrà legato ad una categoria di beni determinati. Uno dei limiti vigenti fino allo scorso anno era dato dal fatto che tra ordine e consegna era necessario un anno di tempo, ora tale limite verrà portato a 18 mesi (un anno era insufficiente per la consegna di alcuni tipi di macchinari).
Sullo sviluppo di competenze il Ministro ha indicato il digital innovation hub , un centro di informazione e formazione, e i competence center, che dovranno nascere a partire da un network di università organizzato sulla base dei filoni di ricerca realizzati. Per quanto riguarda i contratti di sviluppo, verranno semplificati i tempi di approvazione per contratti che riguarderanno investimenti “pregiati”, medio grandi, destinati in maniera vincolata all’80% al Sud.

Piano Banda Ultra Larga – Sono partiti i bandi sulle aree bianche; il 65% delle imprese si trova sulle aree grigie, a parziale fallimento di mercato: un’ipotesi è il ricorso al voucher per il gruppo di cittadini o imprese che ne fa richiesta (nel pezzo di iperammortamento potrebbe andare anche il voucher per queste aree a parziale fallimento di mercato).

Energia – tema fondamentale è il capacity market: nel tempo c’è stata una diminuzione significativa del consumo, un aumento a dismisura delle rinnovabili e, di conseguenza, un decommissioning forte e minor lavoro delle centrali. Ci avviciniamo ad n mercato di rischio che richiede di poter tenere le centrali in funzione. La legislazione europea in questo senso sta cambiando adesso, si spera di poter intervenire entro il prossimo anno. Sull’allineamento prezzo del gas, il Ministro ha spiegato che i diritti di transito possono essere messi all’asta a disposizione di chi li vuole utilizzare neutralizzando il costo della logistica.
È in atto una riforma su elettrico e gas: la comfort letter della UE ha approvato il nuovo schema ma non quanto si può rimborsare agli energivori che si sono visti bocciare la domanda di rimborso.
Per quanto concerne la nuova normativa sulle rinnovabili, ha ricordato come si vada a livello europeo verso la neutralità tecnologica: in Italia abbiamo recepito la Direttiva DAFI e questo porterà a grandi investimenti in un settore dove già eccelliamo.
Strumenti della riforma industria 4.0 – Saranno quattro gli strumenti, più il fondo di garanzia: Smart&Start, Imprese a tasso zero, R&S, contratti di sviluppo semplificato. Verrà inoltre rifinanziata la legge 181 per le aree di crisi.
Concorrenza e liberalizzazioni – Il Ministro ha dichiarato di non volersi esprimere su questo dato lo stallo dei lavori.

Q&A
Sen. Girotto (M5S) – Chiede chiarimenti sul timing del ddl concorrenza. Secondo il Ministro sarebbe doveroso che il provvedimento andasse in Aula prima del referendum. Riguardo la dichiarazione di oggi del Ministro Delrio su “scelta a favore di metano e gpl”, sottolinea come questo vada contro il principio di neutralità tecnologica prevista dalla DAFI. Il Ministro ha sottolineato ancora una volta che la DAFI è improntata a neutralità tecnologica, e questo oggi si è ribadito con FCA, Iveco e Snam. L’elettrico andrebbe aiutato e supportato nel suo sviluppo.
• On. Benamati (PD) – Fondamentale tema della neutralità tecnologica previsto nella DAFI. Chiede chiarimenti su internalizzazione delle PMI e utilizzo del voucher per temporary export manager. Il Ministro ha dichiarato che in molti stanno chiedendo l’implementazione della misura, ma bisogna capire in che modo farlo affinché funzioni. Occorre capire, in particolare, se il consulente per l’internazionalizzazione deve essere destinato alle imprese che non hanno mai internazionalizzato o può essere utile anche a chi ha una esperienza seppur ridotta in tal senso.
• On. Crippa (M5S) – Oggi c’è stata la firma dell’intesa FCA-Iveco-Snam: abbandonare diesel e carbone cosa comporterà? Sarà necessaria una carbon tax? Il Ministro ha dichiarato di non essere d’accordo sull’introduzione di una carbon tax.
• Tomaselli (PD) – Chiede chiarimenti su una dichiarazione del Ministro riguardante il rischio di crollo del commercio mondiale. Il Ministro ha segnalato che non è una sua opinione, l’ha detto l’IMF. Industria 4.0: come immagina la governance di un sistema così complesso? Il Ministro ha sottolineato che la governance è articolata, come emerge dalla descrizione fatta, ed è permanente. Va tenuta così in quanto è importante capire che il processo cambierà molte volte .
• On. Tentori (PD) – Chiede un parere su sharing economy e su come ci si debba muovere a livello normativo in questo settore nuovo dell’impresa e dell’economia. Il Ministro ha sottolineato che si tratta di un tipo di economia nuova che ha due esigenze: arginare il rischio di una deregolamentazione del commercio e dei servizi – anche se marginale secondo il Ministro – e approcciarsi alla materia con un approccio flessibile, che non cristallizzi un fenomeno destinato ad evolversi in una norma.
• On. Bargero (PD) – Chiede chiarimenti sul passaggio in rete del biometano. Il Ministro ha dichiarato che è in preparazione la direttiva ministeriale che manca. Chiede inoltre se per le aree bianche BUL si può accelerare il processo mettendo all’asta le frequenze a 3.8 e 3.6 MHZ? Su questo il Ministro si riserva di informarsi.