Audizione Confitarma in Comm. Finanze e Trasporti – 20 settembre 2016

Si è svolta o presso le commissioni Finanze e Trasporti, l’audizione della Confederazione Italiana Armatori (CONFITARMA) sullo schema del D.lgs. recante incentivi alla imprese marittime.

Analisi
Il Presidente di CONFITARMA, Emanuele Grimaldi, si è detto estremamente contrario alla possibile adozione di tale provvedimento, affermando che si rischierebbe di perdere 1500 posti di lavoro nel comparto marittimo italiano. Gli effetti stimati da CONFITARMA riguardano, nello specifico, la norma contenuta nel decreto secondo cui gli incentivi possano essere fruiti dalle navi traghetto “ro-ro” (“roll on – roll off”: traghetti di mezzi stradali o ferroviari adibiti il trasporto merci) “ro-ro pax” (traghetti per mezzi trasporto merci e per passeggeri) adibite al cabotaggio iscritte nel registro internazionale solo se il personale imbarcato sia esclusivamente italiano o comunitario.
Grimaldi, ha inoltre ricordato come il Regolamento comunitario 3577/92, abbia liberalizzato i traffici di cabotaggio all’interno degli Stati membri a vantaggio delle navi comunitarie, prevedendo all’art.3.3 che i viaggi di cabotaggio seguiti o proceduti da un viaggio internazionale svolti da una nave battente bandiera di altro Stato membro possano essere effettuati seguendo le regole dello Stato di bandiera della nave. In base al suddetto Regolamento una nave battente bandiera di altro Stato membro può operare sul cabotaggio nazionale imbarcando marittimi non-comunitari (fatta eccezione per il cabotaggio svolto esclusivamente con le isole); pertanto, l’obbligo di imbarcare personale esclusivamente italiano/comunitario su tali tratte genererà notevole perdita di competitività della bandiera italiana innescando il fenomeno del flagging out, ossia il trasferimento della flotta traghetti sotto altra bandiera comunitaria.
Grimaldi, ha infine affermato quanto sia necessaria la flessibilità, sia sul lavoro sia sulla parte fiscale; e che le attuali normative europee e nazionali hanno portato la flotta europea ad essere il 40% di quella mondiale con l’Italia a fare da traino, infatti si sono più che raddoppiati tonnellaggio e marittimi, con una partecipazione di italiani nei ruoli più importanti.