Audizione con il Presidente della Commissione Lavoro della Camera, On. Cesare Damiano, sulle misure di inclusione sociale

Nell’ambito delle audizioni sul Ddl delega recante ”Norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali” all’esame della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, il 19 aprile scorso una delegazione di Federmanager è stata audita dal presidente della Commissione, On. Cesare Damiano, e dalla Relatrice del provvedimento, On. Anna Giacobbe.

Il Direttore Generale di Federmanager, Mario Cardoni, ha espresso una sostanziale condivisione dell’impianto del provvedimento, impostato su una strategia volta a sostenere l’inclusione sociale e lavorativa superando la logica della mera assistenza passiva nell’inserimento nel mercato del lavoro e nell’accesso ai servizi sociali. Data la limitata disponibilità delle risorse, risulta  apprezzabile anche l’individuazione di un target di riferimento, costituito dalle famiglie con figli minori, per il riconoscimento di servizi in grado di invertire il processo di esclusione sociale delle prossime generazioni.

Tale impostazione richiede un approccio partecipativo e integrato in grado di mettere a sistema il possibile ventaglio di opportunità individuali, basato su un progetto multidimensionale che tenga conto degli ostacoli del contesto territoriale di riferimento, per cui la Comunità locale diventa il principale interlocutore  nell’attivazione dei servizi di inclusione, sotto il coordinamento e monitoraggio di un unico ente nazionale superiore.

In tale ottica, specie per contrastare il fenomeno dei “neet” – giovani con un’età compresa tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavoro – si propone il rilancio del servizio civile, come un valido strumento per creare i primi contatti utili a muovere i primi passi nel mondo del lavoro e che in altri Paesi ha rivelato importanti potenzialità in termini di accrescimento della cultura e del senso civico.

In questo quadro di razionalizzazione delle prestazioni assume rilevanza prioritaria la separazione tra assistenza pura e previdenza, tenendo conto che nella situazione attuale, di fatto, la spesa previdenziale include una quota significativa di prestazioni che hanno una vera e propria natura assistenziale. Solo depurando la spesa pensionistica dagli oneri non pensionistici (assegni familiari, maggiorazioni sulle pensioni, integrazioni al minimo), infatti, può venire fuori un quadro veritiero in termini di spesa pubblica assistenziale per la ripartizione delle risorse.

L’On. Giacobbe dimostra di essere in linea con le osservazioni della Federazione, precisando che il lavoro della Commissione, ai fini del riordino delle prestazioni nel nuovo sistema di inclusione sociale che si va delineando, è funzionale all’obiettivo della separazione delle prestazioni previdenziali da quelle assistenziali e, in questo senso, chiarisce che il nodo della solidarietà in ambito pensionistico, inclusa una revisione delle prestazioni integrate al minimo, andrà affrontato in un altro provvedimento di riforma complessiva del sistema pensionistico su cui il Governo si è impegnato ad intervenire.

In questo schema va inquadrato anche il capitolo relativo alle risorse da impiegare che, oltre a quelle già individuate dalla Legge di Stabilità 2016, per la futura implementazione dei servizi territoriali di inclusione sociale si basa su finanziamenti europei temporanei, per cui vi è consapevolezza che l’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà renda necessaria una revisione strutturale della spesa pensionistica e assistenziale.

Il Presidente Damiano, inoltre, ha ribadito l’impegno alla salvaguardia delle pensioni di reversibilità rispetto all’erroneo richiamo, presente nel testo originario del Ddl, tra le prestazioni oggetto di razionalizzazione secondo criteri di valutazione della condizione economica.

In conclusione, Federmanager ha sottolineato il contributo che i manager possono dare nella definizione delle misure di welfare a sostegno della riqualificazione di coloro che, usciti dal mercato del lavoro, specie in età matura,  costituiscono una delle categorie più esposte all’esclusione sociale, a supporto degli operatori pubblici che devono occuparsi della presa in carico di tali soggetti in difficoltà.

L’On. Damiano ha espresso molto apprezzamento per le considerazioni esposte dalla Federazione e dichiarato la volontà di favorire una più stretta collaborazione della nostra Organizzazione ai lavori della Commissione, riscontrando una forte sintonia con le posizioni espresse da Federmanager anche su molti altri temi al centro del dibattito politico, quali la flessibilità in uscita dal lavoro, la diffusione dello Smart Work, il rilancio della politica industriale verso l’Industria 4.0, su cui auspica la possibilità di promuovere prossime iniziative congiunte.