Federmanager Bologna-Ravenna: la rivoluzione 4.0 la fanno i Manager

L’industria 4.0? La rivoluzione è meglio viverla, che subirla, formando i manager del futuro. È il ritornello che ha animato  la tavola rotonda “Smart factory, smart people- Le buone esperienze delle imprese dell’Emilia-Romagna“, promossa da Federmanager Bologna-Ravenna al Savoia hotel Regency il 5 maggio scorso. Il convegno sviscera la materia alla presenza di realtà più che consolidate, da Philip Morris manufacturing & technology Bologna a Carpigiani passando per IBM Italia, così come delle piccole o medie aziende che ancora devono prendere confidenza con l’ambizioso piano Calenda.

Si parte da uno slancio di franchezza: “Nessuno ha ancora ben compreso se questa cosiddetta Quarta rivoluzione industriale causerà maggiore disoccupazione o piuttosto creerà nuove opportunità. Noi intanto ci concentriamo sulla preparazione di una classe di manager competente a gestire il cambiamento“. Lo segnala la Presidente di Federmanager Emilia-Romagna, Eliana Grossi, approdando al cuore del problema: anche le imprese più di successo o famigliari dovranno avvalersi dell’aiuto dei manager 4.0 cari a Federmanager.

Sprona il presidente nazionale dell’associazione, Stefano Cuzzilla: “Abbiamo già imprenditori eccellenti, ma anche nelle imprese famigliari si deve trovare il coraggio per ingaggiare manager innovatori e eccellenti come quelli che stiamo qualificando e certificando. Le piccole e medie imprese- avvisa Cuzzilla- ne hanno bisogno se vogliono fare il salto di qualità”. In sostanza, per dirla col direttore di Federmanager Mario Cardoni, “le grandi imprese attrezzate sono già 4.0, non hanno un eccessivo bisogno di sostegno, a differenza delle piccole-medie imprese e dello loro criticità”.

Precisa da parte sua Roberto Lazzarini, Head of Research and Development della bolognese Carpigiani: “In ballo- sostiene Lazzarini- c’è una tecnologia a portata di tutte le aziende di tutte le dimensioni. C’è molta enfasi sugli aspetti tecnologici, in ogni caso, ma vanno formate le persone: per noi il 4.0 non è stata una scelta di modello organizzativo, è il mercato che ci obbliga. Per gestire al meglio le nostre macchine nel mercato dobbiamo renderle sempre più intelligenti. Ormai è il processo di digitalizzazione del prodotto è innescato, chi resta indietro avrà sempre più difficoltà“.

Crede molto anche nelle piccole imprese l’assessore regionale a Scuola e Lavoro, Patrizio Bianchi, che scandisce a margine del convegno Federmanager: “L’industria 4.0 non è solo un robot o una stampante digitale in più, si tratta della capacità specifica di realizzare prodotti mirati per ciascuno. In questo- segnala Bianchi- tutta la storia dell’Emilia-Romagna salta fuori, ovvero la capacità di produzioni industriali allo stesso tempo vaste e affinate. C’è una grande opportunità oggigiorno per le piccole e medie imprese, quella di essere gli artigiani della nuova era”.

Le opportunità legate all’industria e al commercio marittimo sono state riportate da Daniele Rossi, presidente dell’Autorità portuale dell’Adriatico centro settentrionale, mentre un aggiornamento rispetto all’attuazione del Piano Industria 4.0 promosso dal Mise è stato offerto dalla relazione di Luciano Lavecchia, della Segreteria tecnica del Ministero.