Assegnata alla Comm. Lavoro Ddl Fucksia su lavori usuranti

Assegnato alla Commissione Lavoro la seguente proposta di legge a prima firma della Sen. Fucksia (FL, Comm. Lavoro):
 Delega al Governo per la revisione della disciplina in tema di lavori usuranti (2339)

Analisi
La delega al Governo contenuta nel presente disegno di legge ha per oggetto la revisione della disciplina pensionistica dei soggetti che svolgono lavori usuranti, secondo principi e criteri che vanno nella direzione di superare le criticità sopra evidenziate. Nel testo, non si affronta il tema dei lavoratori marittimi, nonostante le rassicurazioni iniziali della Senatrice.
• Alla lettera a) del comma 1 dell’articolo 1, si incide sulla prima criticità descritta, vale a dire la non esaustività dell’elenco delle mansioni usuranti oggi in vigore, delegando il Governo a riformulare l’elenco dei lavori usuranti, estendendolo a determinate mansioni non previste dalla normativa vigente, in particolare i conducenti di veicoli pesanti adibiti al trasporto di merci di lunga percorrenza, gli esposti nelle diverse categorie professionali a cancerogeni, i medici-chirurghi esposti a radiazioni ionizzanti, obbligati peraltro all’uso di dispositivi di protezione individuale (OPI) come camici di piombo che peggiorano il rischio ergonomico-biomeccanico annesso all’assunzione di posture incongrue e protratte, gli addetti con diverse mansioni al settore edile.
• Nel caso degli autisti, infatti, il riferimento alla «capienza complessiva non inferiore ai nove posti compreso il conducente» del veicolo guidato, previsto dalla normativa vigente, appare restrittivo. È dunque opportuna la dicitura — più ampia — di «conducenti di veicoli pesanti adibiti a trasporto di persone o merci di lunga percorrenza». In tal modo, si supera peraltro una problematica evidente, ossia il fatto che con la disciplina attuale restano esclusi gli autisti di mezzi di trasporto privato, che esercitano tale attività in forma autonoma. Peraltro i conduttori di mezzi di trasporto sono una categoria caratterizzata da molti eccessi di morbosità in particolare con riferimento a patologie dismetaboliche croniche nonché ad infortuni verso se stessi e verso terzi. Ripensare i limiti di idoneità al lavoro in queste categorie trova giustificazione anche in una prevenzione volta a ridurre gli incidenti stradali che tanto impattano in termini di sanità pubblica.
• Con riferimento ai chirurghi, tale categoria è esposta a una combinazione di fattori di rischio che producono effetti tra loro additivi e moltiplicativi, come le radiazioni ionizzanti, il rischio chimico, i fattori legati alla disergonomia tra cui biomeccanici, stress lavoro-correlato, lavoro notturno, biologico. Essi inoltre assai spesso sono tenuti ad indossare camici in piombo in dotazione al personale radio-esposto, e sono soggetti ad ulteriori fattori di rischio biomeccanico, quali ad esempio la postura eretta prolungata.
• Quanto ai lavoratori del settore edile e affini, tale categoria si caratterizza per l’alto rischio infortunistico, l’elevata prevalenza di malattie professionali, un elevato tasso di mortalità in generale e per svariate neoplasie. Inoltre il lavoratore edile è esposto ad agenti fisici (rumore, vibrazioni, raggi solari, microclima sfavorevole, temperature severe), biologici (tetano, leptospira), chimici (polveri, fibre, solventi) e cancerogeni. Rilevanti sono inoltre la movimentazione manuale dei carichi, i movimenti ripetitivi e le attività svolte in posture incongrue. In uno studio di settore, pubblicato nel 2011 dall’OSHA-UE (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro) sul sito https://osha.europa.eu/en/sector/construction/, riguardante i lavori usuranti, spicca il dato legato al settore edile in Europa, che detiene uno dei peggiori record in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Tra il 2003 e il 2011 inoltre, la SIMLII (Società italiana della medicina del lavoro e igiene industriale) ha svolto uno studio, nell’ambito del progetto «Tutela della salute nei cantieri edili» (nato da una collaborazione tra la scuola edile CPT di Bergamo e l’Unità di medicina del lavoro degli Ospedali Riuniti di Bergamo, promossa dall’allora Dipartimento di prevenzione provinciale dell’ASL di Bergamo), che ha visto sottoposti a sorveglianza sanitaria un campione di 2069 lavoratori edili. Al termine dello studio, sono state diagnosticate 291 malattie professionali (14,06 per cento) in 251 lavoratori (12,13 per cento del campione). I risultati riportano sordità e malattie muscolo scheletriche come prevalenti, seguite da dermatiti e malattie da strumenti vibranti. I lavoratori più anziani sarebbero quelli maggiormente esposti al rischio: dallo studio emerge infatti che tra gli edili è affetto da malattia professionale il 17 per cento dei lavoratori fra i 40 e 50 anni e il 41 per cento sopra i 50 anni.
• La lettera b) del comma 1 dello stesso articolo 1 prevede l’introduzione di un requisito anagrafico ridotto da uno a dieci anni, in misura proporzionale al tipo e al periodo di attività usurante svolto.
• Alla lettera c) si prevede che i lavoratori che rientrano nelle categorie indicate nella tabella debbano aver svolto un periodo lavorativo minimo, individuato in base al tipo e alle specificità di rischio delle attività e delle mansioni svolte, in modo da garantire il carattere della proporzionalità circa i requisiti di accesso ai benefici pensionistici, tenendo conto delle peculiarità di ciascuna attività. In particolare, a ciascuna categoria, è previsto venga assegnato un punteggio, dato dal prodotto tra gli anni di lavoro e il coefficiente usurante associato alla mansione svolta, come valutato e quantificato da apposita commissione tecnico-scientifica.
• La lettera d) riguarda il processo accertativo dei requisiti per l’accesso al beneficio pensionistico.
• Le lettere e) e f) prevedono le sanzioni.
• La lettera g) disciplina le eventuali controversie in merito all’accertamento dello svolgimento di mansioni usuranti.
• La lettera h) prevede, per chi ha svolto attività usuranti, una maggiorazione dei livelli del trattamento pensionistico in misura proporzionale alla tipologia e al periodo di attività lavorativa svolto.
• La lettera i) delega il Governo a disporre un aggiornamento triennale della tabella contenente l’elenco delle attività usuranti, previa acquisizione del parere di una commissione tecnico-scientifica che tra l’altro svolga anche funzione di osservatorio permanente sulle attività usuranti.
• Il comma 2 dell’articolo 1 prevede che i decreti legislativi di cui al comma 1 rechino, a norma dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009 n. 196, una clausola di salvaguardia, volta a prevedere che, qualora nell’ambito della funzione di accertamento del diritto al beneficio emergano scostamenti tra gli oneri derivanti dalle domande accolte e la copertura finanziaria prevista, si applichi un criterio di priorità nella decorrenza dei trattamenti pensionistici, in ragione della maturazione dei requisiti agevolati, e, a parità degli stessi, della data di presentazione della domanda. In tal senso, viene richiamato l’articolo 17, comma 12 della legge n. 196 del 2009, a norma del quale, in attuazione dell’articolo 81, comma 4, della Costituzione, ciascuna legge che comporti nuovi o maggiori oneri deve espressamente indicare la spesa autorizzata ovvero le relative previsioni di spesa, definendo una specifica clausola di salvaguardia.
Le deleghe devono essere esercitate entro sei mesi.