Assegnata a Comm. Finanze Ddl Quagliariello su riforma fisco

Assegnata alla Comm. Finanze la seguente proposta di legge a prima firma del Sen. Quagliariello (FL, Comm. Affari costituzionali):

Nuovo patto fiscale. Delega al Governo per l’introduzione dell’aliquota unica al 20 per cento sui redditi delle persone fisiche e l’ampliamento della no tax area con modulazione basata sui carichi di famiglia (2866)

Analisi
Il disegno di legge è costituito da un solo articolo; in particolare:
• Con il comma 1 il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni per la riforma del sistema d’imposizione sui redditi delle persone fisiche dirette a realizzare un nuovo patto fiscale tra lo Stato e i cittadini orientato a favorire la crescita, a garantire l’equità e a tutelare le esigenze delle famiglie.
• Il comma 2 prevede che i decreti legislativi siano adottati, nel rispetto dei princìpi costituzionali, in particolare di quelli di cui agli articoli 3, 31 e 53 della Costituzione, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) previsione di un’imposizione sui redditi delle persone fisiche con aliquota unica del 20 per cento;
b) previsione di una no tax area comune per le diverse tipologie di reddito da lavoro dipendente e assimilati, da pensione e da lavoro autonomo, diretta ad esentare integralmente dal prelievo fiscale la quota di reddito necessaria per i bisogni primari della persona e del suo nucleo familiare;
c) previsione in particolare che la predetta no tax area sia non inferiore a euro 7.000 per ciascun soggetto passivo d’imposta e che tale valore sia incrementato di euro 4.500 per il primo familiare a carico, di ulteriori euro 3.000 per il secondo familiare a carico e di altri euro 2.000 per i successivi familiari a carico; d) previsione, al fine di garantire una equa progressività del sistema fiscale, che la no tax area sia riconosciuta in modo degressivo al crescere del reddito familiare imponibile, e che la stessa non sia applicabile oltre una soglia reddituale non superiore a 100.000 euro.
• Al fine di garantire la copertura finanziaria del disegno di legge, anche indipendentemente dall’aumento delle entrate fiscali derivanti dalla maggiore crescita economica e dall’emersione spontanea di base imponibile che deriverà dalla riforma fiscale, il comma 3 prevede che insieme ai decreti legislativi di cui al comma 1 il Governo sia altresì delegato ad adottare disposizioni dirette a:
a) sopprimere il complesso delle agevolazioni fiscali relative alle imposte sui redditi delle persone fisiche, indicate nell’elenco 2 allegato alla legge 27 dicembre 2013, n. 147, che non sono dirette ad evitare situazioni di doppia imposizione;
b) introdurre, fermo restando il carattere universalistico del sistema di protezione sociale, meccanismi di compartecipazione al costo standard dei servizi pubblici divisibili modulati secondo criteri progressivi in funzione della effettiva situazione economica dei soggetti beneficiari da valutare sulla base di un nuovo indicatore della effettiva situazione economica equivalente dei nuclei familiari idoneo a misurare i valori reddituali e patrimoniali degli stessi tenendo conto dei pesi e della composizione dei nuclei medesimi;
c) prevedere modalità selettive per l’accesso e la fruizione delle prestazioni sociali in denaro di carattere assistenziale, modulate secondo criteri progressivi in funzione inversa rispetto alla effettiva situazione economica equivalente dei soggetti beneficiari, da valutare secondo i medesimi criteri di cui alla lettera b).
• Con il comma 4 il Governo è altresì delegato, entro quattro anni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui ai commi precedenti, ad adottare un decreto legislativo per la ulteriore riduzione dell’aliquota dell’imposta sui redditi delle persone fisiche in misura pari agli eventuali aumenti del gettito tributario connessi ai processi di crescita economica e di emersione spontanea di base imponibile conseguenti alla riforma fiscale di cui alla presente legge.
• Il comma 5 dispone che gli schemi dei decreti legislativi, corredati di relazione tecnica, siano trasmessi alle Camere ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari; essi sono resi entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Le Commissioni possono chiedere al Presidente della rispettiva Camera di prorogare di venti giorni il termine per l’espressione del parere, qualora ciò si renda necessario per la complessità della materia o per il numero dei decreti legislativi. Qualora la proroga sia concessa, i termini per l’emanazione dei decreti legislativi sono prorogati di venti giorni. Decorso il termine previsto per l’espressione del parere o quello eventualmente prorogato, il decreto può essere comunque adottato.
• Il comma 6 prevede che le relazioni tecniche allegate agli schemi di decreto legislativo indichino, per ogni ipotesi di intervento, l’impatto sul gettito, gli effetti distributivi sui contribuenti, le implicazioni in termini di finanza locale e gli aspetti amministrativi e gestionali per il contribuente e per l’amministrazione.
• Il comma 7 prevede che il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, debba trasmettere nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni, con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia sono espressi entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque adottati.
• In base al comma 8 il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi contenenti disposizioni correttive e integrative dei decreti legislativi previsti dal disegno di legge, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi medesimi, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e con le stesse modalità previsti dal disegno di legge.
• Il comma 9 dispone che dall’attuazione della delega non debbano derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Qualora eventuali nuovi o maggiori oneri derivanti da un decreto legislativo non trovino compensazione nell’ambito del medesimo decreto, il decreto è emanato solo successivamente alla data di entrata in vigore di un provvedimento legislativo che stanzi le occorrenti risorse finanziarie.
• Il comma 10 afferma infine che la revisione del sistema fiscale prevista dal disegno di legge debba perseguire l’obiettivo della riduzione della pressione tributaria sui contribuenti, anche attraverso la crescita economica, nel rispetto del principio di equità, compatibilmente con il rispetto dell’articolo 81 della Costituzione nonché degli obiettivi di equilibrio di bilancio e di riduzione del rapporto tra debito e prodotto interno lordo stabiliti a livello europeo.