Approvato in Commissione Ddl Dopo di noi con modifiche alla disciplina sui trust – 18 maggio 2016

Approvato in Commissione Lavoro il Ddl Dopo di Noi.

Analisi
La Commissione Lavoro del Senato ha completato l’esame del Ddl Dopo di Noi (S. 2232). Il provvedimento è calendarizzato in Aula a partire da oggi, 19 maggio, anche se è probabile uno slittamento alla prossima settimana.

Dopo l’approvazione, il Ddl è destinato a tornare alla Camera per la terza lettura.

Di seguito si riepilogano le principali norme del provvedimento, come modificate dalla Commissione:

 Finalità della legge (art. 1)
• Si specifica che la disabilità non deve essere determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità. Gli interventi previsti dalla legge per le persone con disabilità grave sono adottati previa predisposizione o aggiornamento del Progetto individuale disposto dalle legge 328/2000 e sono realizzati, in vista del venir meno del sostegno familiare, attraverso la progressiva presa in carico della persona.
• Altro scopo della legge è facilitare le erogazioni da parte di soggetti privati, la stipula di assicurazioni, la costituzione di trust, vincoli di destinazione e fondi speciali. Si specifica che i beni sono sottoposti a vincolo di destinazione con contratto di affidamento fiduciario anche a favore di Onlus (comma 3).

Prestazioni da garantire su tutto il territorio (art. 2)
• Le prestazioni che dovranno essere garantite saranno indicate dai Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), in attesa della definizione dei quali il Ministero del Lavoro è tenuto ad emanare un Decreto con gli obiettivi di servizio provvisori (comma 2).
Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave (artt. 3 e 4)
• Si istituisce un Fondo Dopo di Noi presso il Ministero del Lavoro con dotazione 90 milioni nel 2016, 38,3 milioni nel 2017 e 56,1 milioni a partire dal 2018 (art. 3, comma 1).
• Il Ministero del Lavoro adotterà entro sei mesi un Decreto che individuerà i requisiti per accedere alle misure di assistenza, cura e protezione del Fondo e provvederà ogni anno al riparto del Fondo (art. 3, comma 2). Il Fondo sarà destinato a:
o Attivare programmi di deistituzionalizzazione, di supporto alla domiciliarità in residenze o gruppi appartamento che favoriscano l’intervento in residenze che riproducano le condizioni abitative della casa familiare (art. 4, comma 1, lett. a);
o Realizzare interventi di permanenza temporanea per far fronte ad emergenze (art. 4, comma 1, lett. b));
o Creare alloggi innovativi di tipo familiare/co-housing (art. 4, comma 1, lett. c);
o Sviluppare di programmi di accrescimento della consapevolezza e di sviluppo delle competenze (art. 4, comma 1, lett. d));
• Le Regioni adotteranno indirizzi nella programmazione, oltre che criteri per l’erogazione e la pubblicità dei finanziamenti (art. 3, comma 3). Esse potranno inoltre compartecipare al finanziamento insieme a soggetti di diritto privato con esperienza nel settore dell’assistenza e associazioni di familiari (art. 4, comma 2).

Detraibilità delle spese per polizze assicurative (art. 5)
A partire dal 2017, si aumenta da 530 € a 750 € il limite massimo per la detraibilità del premio da pagare per le assicurazioni per il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave. L’art. 15 del TUIR prevede infatti la possibilità di detrarre il 22% di tale oneri fino ad una soglia massima.

Trust e agevolazioni fiscali (art. 6)
L’articolo ha subito una profonda revisione nel corso dell’esame in Commissione. La maggioranza ha infatti ritenuto necessario estendere la legge a strumenti giuridici diversi dal trust già previsti dall’ordinamento.
• I beni e i diritti conferiti a trust, gravati da vincoli di destinazione o destinati a fondi speciali, istituiti in favore di persone con disabilità grave sono esenti da imposta di successione, a condizione che perseguano come finalità esclusiva la cura, l’assistenza e l’inclusione della persona disabile (commi 1 e 2). Si stabilisce inoltre che le imposte di registro, ipotecarie e catastali si applichino in misura fissa (comma 6). Gli atti e le certificazioni sono esenti da imposta di bollo (comma 7).
• L’esenzione è ammessa, inoltre, soltanto alle seguenti condizioni (comma 3):

  1. Costituzione con atto pubblico (lett. a));
  2. L’atto istitutivo indica chiaramente i soggetti coinvolti (ed i rispettivi ruoli); descrive le funzionalità ed i bisogni della persona disabile grave, oltre alle attività assistenziali necessarie (lett. b)); stabilisce la destinazione del patrimonio residuo (lett. h));
  3. l’atto istitutivo deve individuare gli obblighi del trustee, del fiduciario o del gestore, in merito al progetto di vita e gli obiettivi di benessere per la persona disabile. Si dovranno inoltre definire obblighi e modalità di rendicontazione (lett. c).
  4. L’unico beneficiario è la persona con disabilità grave (lett. d)); i beni conferiti sono destinati esclusivamente a finalità assistenziali (lett. e));
  5. Si individuano i soggetti preposti al controllo delle obbligazioni previste dall’atto istitutivo (lett. f)).
  6. Il termine finale del trust è fissato nella data di morte della persona con disabilità grave (lett. g). In caso di morte prematura del destinatario, i beni ed i diritti tornano nelle disponibilità degli istituenti godendo delle stesse agevolazioni (comma 4). Al di fuori di questa circostanza, con la morte del beneficiario il trasferimento del patrimonio residuo è soggetto alle imposte su successioni e donazioni (comma 5)
  • Inoltre, i Comuni potranno applicare ai beni e ai diritti aliquote ridotte, franchigie o esenzioni per determinare le imposte sugli immobili (comma 8).
  • Le erogazioni liberali e le donazioni in favore del trust o dei fondi speciali sono deducibili al 20% dal reddito complessivo dichiarato (tetto massimo 100.000 euro – comma 9). Un Decreto del Ministero dell’Economia definirà nel dettaglio le misure attuative di queste norme (comma 11).

Altre norme
• Infine, la Presidenza del Consiglio predisporrà campagne informative sul tema (art. 7), mentre il Ministero del Lavoro presenterà al Parlamento una relazione annuale sull’attuazione della Legge (art. 8).