“Auspichiamo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto ‘Sblocca Cantieri’ il prima possibile”. Così Stefano Cuzzilla, presidente Federmanager, chiudendo l’incontro ‘Appalti. Lo spettro di una riforma’ organizzato a Roma con gli interventi del Professor Guido Alpa, Ordinario di Diritto privato, Università La Sapienza di Roma e di Gianluca Maria Esposito, Ordinario di Diritto amministrativo, Università degli Studi di Salerno.

L’entrata in vigore del provvedimento dovrebbe interessare oltre cento opere e, secondo le stime, attivare un indotto di almeno 10 miliardi di investimenti, rappresentando un piano di spesa pubblica che coinvolge grandi e piccoli interventi. “Sono mesi che ripetiamo il messaggio: la nostra economia non può ripartire senza un piano serio di investimenti in infrastrutture. Se vogliamo continuare a essere la seconda manifattura in Europa, la settima nel mondo, dobbiamo collegarci agli altri Paesi, far circolare merci e persone, rendere logisticamente attrattivo il nostro Paese”, sottolinea il presidente FedermanagerStefano Cuzzilla. “Il mondo del privato attende una risposta strutturale che dia fiducia a chi vuole fare impresa, investendo capitale proprio”, rileva Cuzzilla, invitando il governo a fare presto.

“Mi auguro che prevalga il buon senso, che gli equilibri all’interno della maggioranza non prolunghino ulteriormente l’attesa nei confronti di un provvedimento che è certamente perfettibile, ma che è innanzitutto necessario”, sottolinea Cuzzilla. Entrando nel merito del provvedimento, il presidente Federmanager ha chiarito: “non siamo gli unici a ritenere che, specie in un periodo di recessione, la burocrazia e il pleonasmo normativo costituiscano un ostacolo alla ripresa. Bisogna sfoltire le procedure e l’ipotesi del commissariamento può essere una soluzione corretta”. È chiaro, aggiunge Cuzzilla, “che l’affidamento della realizzazione delle opere a uno o più commissari deve essere accompagnato da precise responsabilità dei soggetti chiamati al compito. Nessuna deroga alle leggi bensì una maggiore efficienza con grande senso di responsabilità verso il Paese”.

Durante l’incontro, grazie alle relazioni del professor Alpa e del professor Esposito, si sono quindi analizzati gli effetti tecnico-giuridici che discenderanno dall’attuazione del provvedimento, a partire dalle modifiche che impatteranno sul codice deli appalti. Modifiche che sono state valutate ‘minime’ dai due esperti, quindi non in grado di indirizzare verso l’auspicata riforma del sistema complessivo degli appalti pubblici. “L’antidoto alla poca competitività del sistema è solo uno: poche regole chiare, sul cui rispetto si possa davvero vigilare”, conclude Cuzzilla. “La corruzione e il malaffare si annidano proprio nei sistemi complessi, farraginosi, volutamente tortuosi”.