Affare assegnato in Comm. Industria su asimmetrie competitive con paesi extra-ue

La Commissione Industria, su proposta del Sen. Scalia (Pd), ha deliberato di avviare l’esame di un affare sulle asimmetrie competitive per l’industria europea derivanti dai bassi costi energetici e dai bassi standard ambientali in paesi extra-ue.

Analisi
Il senatore SCALIA (PD) ha segnalato che, al di là degli impegni formali, alcune aree del mondo non competono sul mercato mondiale con regole uniformi a quelle europee. Occorre quindi ripensare la competitività dell’industria europea, alla luce di una perequazione dei costi energetici e ambientali, non attenuando i limiti ambientali, ma rifiutando di accogliere passivamente nel nostro mercato interno beni e materie che godono di un vantaggio competitivo basato su bassi costi energetici e bassi standard ambientali.
Ha ricordato, a questo proposito, la risoluzione approvata il 4 giugno 2015 dalle Commissioni riunite 10a e 13a (Industria e Ambiente) sugli Atti comunitari n. 60, n. 61 e n. 62 (Doc. XVIII, n. 92), in cui, fra l’altro, si afferma che: “andrebbe riconsiderata l’alternativa dell’introduzione graduale di forme articolate di carbon tax a valere sia sulle merci prodotte nella UE sia su quelle di importazione, così da evitare, nel rispetto degli accordi WTO, negativi effetti di spiazzamento dell’Europa nel commercio mondiale; nel perseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni e di sicurezza degli approvvigionamenti si sottolinea inoltre l’importanza di interventi volti a promuovere il risparmio energetico e l’uso di risorse domestiche”. Si tratta di questioni affrontate, più recentemente, con la risoluzione che le medesime Commissioni industria e ambiente hanno approvato sulla proposte di regolamento UE sulla governance dell’Unione dell’energia, (Doc. XVIII n. 198) approvata il 19 aprile scorso.